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Tabelle e stratategie per una ultra trail

Tabelle e strategie per una ultra trail

Preparare tabelle e strategie per una ultra trail non significa semplicemente aumentare i chilometri settimanali, ma costruire un progetto coerente che integri fisiologia, strategia e consapevolezza personale.

Un atleta che si presenta al via di una gara oltre i 50 o 100 chilometri porta con sé mesi di lavoro invisibile che prevede:

  • scelte ponderate
  • adattamenti progressivi
  • errori corretti in tempo
  • simulazioni realistiche.

In questo articolo proponiamo una struttura metodologica utile per pianificare l’allenamento e definire una strategia efficace, mantenendo un approccio razionale e orientato alla performance di lungo periodo.

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Prima di iniziare: le domande strategiche da porsi

Prima di pianificare qualsiasi tabella, è fondamentale definire il contesto. Infatti, senza un’analisi iniziale, anche il programma più sofisticato rischia di risultare inefficace o addirittura controproducente.

Le domande fondamentali da porsi prima di impostare tabelle e strategie per una ultra trail sono:

  1. Qual è la distanza e il dislivello della gara target? Prima di definire i volumi settimanali, occorre comprendere le richieste specifiche dell’evento. Una 50 km con 2.000 metri di dislivello richiede adattamenti diversi rispetto a una 100 km con 6.000 metri. Chiarire questo punto consente di orientare correttamente la progressione dei carichi e di evitare preparazioni generiche che non riflettono le reali esigenze della competizione.

  2. Qual è il livello attuale di preparazione? Un atleta con anni di esperienza in trail possiede basi diverse rispetto a chi proviene dall’asfalto o da distanze più brevi. Valutare chilometraggio medio, esperienza in montagna e capacità di recupero è determinante. Questa consapevolezza permette di impostare incrementi sostenibili e di ridurre il rischio di sovraccarico nelle prime settimane.

  3. Quanto tempo ho a disposizione? Il fattore tempo incide direttamente sulla qualità della periodizzazione. Preparare un’ultra in 16 settimane richiede scelte diverse rispetto a un percorso di 28 settimane. Definire l’orizzonte temporale aiuta a distribuire in modo equilibrato le fasi di costruzione, specificità e rifinitura finale.

Come impostare tabelle e strategie per una ultra trail

La periodizzazione per pianificare tabelle e strategie per una ultra trail

Ogni preparazione per una ultra trail dovrebbe svilupparsi attraverso una pianificazione progressiva, nella quale i carichi vengono distribuiti secondo obiettivi specifici e coerenti con la distanza target.

La periodizzazione non è un concetto teorico, ma uno strumento concreto per evitare sovraccarichi, stagnazioni e infortuni.

Prima di definire le singole fasi, è importante comprendere che ogni blocco di lavoro deve avere una funzione precisa all’interno del percorso complessivo.

Fase di base aerobica (12–20 settimane)

Questa fase rappresenta il fondamento dell’intera costruzione atletica e ha come obiettivi:

  • consolidare la resistenza generale
  • migliorare l’efficienza cardiovascolare
  • sviluppare una solida economia di corsa su terreni variabili.

Durante questo periodo è opportuno privilegiare corse a intensità medio-bassa, incrementando gradualmente il volume settimanale e inserendo sedute di potenziamento muscolare funzionale.

La priorità non è la velocità, bensì la capacità di sostenere carichi crescenti senza compromettere il recupero.

Fase di specificità (8–12 settimane)

Una volta consolidata la base, l’attenzione si sposta sulla simulazione delle richieste reali della gara.

Il terreno tecnico, il dislivello e la durata diventano elementi centrali della programmazione.

In questa fase trovano spazio:

  • i lunghi in ambiente montano
  • le sedute back-to-back nei weekend
  • le prove di alimentazione in condizioni di fatica.

L’intensità rimane controllata, ma la complessità aumenta, così da adattare il corpo e la mente alle dinamiche di un’ultra.

Fase di tapering (2–3 settimane)

L’ultima fase è spesso sottovalutata, ma riveste un ruolo decisivo nella pianficazioni di tabelle e strategie per una ultra trail.

Ridurre progressivamente il volume mantenendo una certa vivacità muscolare consente di arrivare alla partenza con riserve energetiche piene e sistema nervoso reattivo.

Il tapering non significa inattività, bensì ottimizzazione. Una riduzione del carico del 30–50% rispetto ai picchi precedenti, accompagnata da sedute brevi ma brillanti, favorisce il recupero senza perdita di tono.

Al termine di queste tre fasi, l’atleta dovrebbe percepire una sensazione di freschezza e fiducia, elementi imprescindibili per affrontare una distanza estrema con lucidità.

Esempio di macro-ciclo (24 settimane)

Prima di osservare la tabella, è utile ricordare che si tratta di un modello generale, da adattare alle caratteristiche individuali.

Fase Durata Obiettivo principale Volume medio settimanale
Base aerobica 12 settimane Costruzione resistenza e forza 50–70 km
Specificità 8 settimane Dislivello, lunghi, simulazioni 70–90 km
Taper 4 settimane Recupero e rifinitura 40–60 km

Questa distribuzione consente di costruire progressivamente capacità aerobica e specificità, culminando in una fase di scarico strategico.

Prevenzione infortuni nel trail running

Come costruire la settimana tipo per una ultra trail

Pianificare tabelle e strategie per una ultra trail per una settimana di allenamento deve bilanciare:

  • volume
  • recupero
  • stimoli complementari.

L’errore più comune consiste nell’accumulare chilometri senza un disegno preciso, trascurando forza e tecnica.

Prima di elencare gli elementi chiave, è utile ricordare che ogni settimana dovrebbe includere almeno un giorno di recupero attivo o completo.

Lungo progressivo su trail

Il lungo rappresenta la seduta cardine. Non si tratta solo di correre molte ore, ma di farlo con progressione controllata, imparando a gestire ritmo e alimentazione.

Inserire tratti finali leggermente più sostenuti, pur restando in zona aerobica, aiuta a simulare la fatica avanzata e a sviluppare resilienza. È fondamentale annotare sensazioni, consumo di liquidi e risposta muscolare.

Allenamento di forza funzionale

La forza nel trail running non è un complemento, ma un presupposto. Esercizi per core, glutei, quadricipiti e muscolatura stabilizzatrice riducono il rischio di infortuni e crampi e migliorano la stabilità su terreni tecnici.

Due sedute settimanali, anche brevi, possono fare la differenza. Lavori a corpo libero, esercizi monopodalici e movimenti controllati contribuiscono a una maggiore efficienza in salita e a una migliore gestione delle discese.

Seduta tecnica o collinare breve

Allenamenti brevi su salite ripetute o tratti tecnici sviluppano potenza aerobica e coordinazione. Non è necessario raggiungere intensità massimali, ma è utile inserire variazioni controllate.

Queste sessioni migliorano la capacità di cambiare ritmo e di affrontare sezioni impegnative con maggiore fluidità, qualità spesso determinante nelle gare di montagna.

Una distribuzione equilibrata di questi elementi consente di mantenere continuità nel tempo, evitando oscillazioni eccessive nel carico complessivo.

Esempio di settimana tipo (fase di specificità)

Prima di consultare la tabella proposta, è utile ricordare che i volumi devono essere calibrati sul livello individuale.

L’esempio seguente rappresenta una struttura orientativa per un atleta in fase di specificità.

Giorno Allenamento
Lunedì Riposo o mobilità
Martedì 12 km collinari con variazioni di ritmo
Mercoledì Forza funzionale + 8 km rigeneranti
Giovedì 14 km trail tecnico
Venerdì Riposo
Sabato Lungo trail 30–35 km con test nutrizione
Domenica 18–22 km a ritmo aerobico (back-to-back)

Alimentazione nel ristoro di una gara di trail running

Nutrizione e strategia mentale: il fattore invisibile

Molti ritiri in gara non sono causati da limiti muscolari, ma da errori alimentari o da una gestione inefficace delle crisi psicologiche.

Preparare tabelle e strategie per una ultra trail significa allenare non solo il corpo, ma anche la mente.

Prima di analizzare i punti chiave, occorre sottolineare che nutrizione e mentalità devono essere testate in allenamento, mai improvvisate il giorno della gara.

Allenare l’assimilazione dei nutrienti

Durante le uscite lunghe è opportuno simulare l’apporto calorico previsto in gara.

Assumere regolarmente carboidrati, liquidi e sali minerali abitua l’organismo a digerire sotto sforzo.

La regolarità è più importante della quantità occasionale. Un piano che preveda assunzioni ogni 20–30 minuti aiuta a prevenire cali glicemici e crisi improvvise.

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Gestione delle crisi e dialogo interno

In una ultra è inevitabile attraversare momenti di difficoltà. Allenare la capacità di accettare il disagio, ridimensionarlo e mantenere lucidità è un vantaggio competitivo.

Per mantenere concentrazione e controllo emotivo è importante attuare strategie psicologiche come:

  • tecniche di visualizzazione
  • segmentazione del percorso in micro-obiettivi
  • auto-dialogo positivo.

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Pianificazione della strategia di gara

Per ridurre al minimo l’incertezza durante una gara ultra trail è fondamentale:

  • studiare il percorso
  • conoscere dislivello e ristori
  • definire tempi di passaggio realistici.

Una strategia prudente nelle prime ore consente di preservare energie per la parte finale.

La disciplina nel rispettare il piano, soprattutto quando l’entusiasmo iniziale spinge a forzare, rappresenta uno dei principali indicatori di maturità atletica.

Integrare questi aspetti nel percorso di preparazione significa trasformare l’allenamento in un processo completo, in cui nulla è lasciato al caso.

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Analisi Stregia di Gara

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Errori da evitare nella preparazione di tabelle e strategie per una ultra trail

Prima di concludere, è opportuno richiamare alcuni errori che possono compromettere mesi di lavoro.

Tra i più frequenti ci sono:

  • incrementare eccessivamente il volume settimanale
  • trascurare la forza
  • ignorare il taper finale
  • non testare attrezzatura in allenamento aumenta l’incertezza il giorno della gara.

Evitare questi errori significa proteggere il percorso costruito con impegno e trasformare la preparazione in un processo coerente e consapevole.

Endurance trail runner sul TOR des Geants con piramide di pietra in cima al colle

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Conclusione

La preparazione di tabelle e strategie per una ultra trail richiede metodo, pazienza e visione strategica.

Periodizzazione, qualità delle sedute, nutrizione e gestione mentale non sono compartimenti separati, ma componenti di un unico sistema.

Solo attraverso una pianificazione coerente e una progressione controllata è possibile arrivare al via con la consapevolezza di aver costruito, giorno dopo giorno, le basi per affrontare una sfida estrema con solidità e lucidità.

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Domande Frequenti (FAQ)

1. Quanto tempo serve per preparare una Ultra Trail?
Dipende dalla distanza e dal livello di partenza.

In generale, per una 50 km possono essere sufficienti 16–20 settimane, mentre per una 80–100 km è consigliabile programmare almeno 24–28 settimane, includendo fase di base, specificità e taper.

2. È necessario correre la distanza completa in allenamento?
No, nella preparazione di un’ultra non è indispensabile coprire l’intera distanza di gara.

È più efficace lavorare su lunghi progressivi e sedute back-to-back che simulino la fatica accumulata, riducendo al contempo il rischio di sovraccarico.

3. Quanti chilometri settimanali sono necessari?
Il volume varia in base all’esperienza e alla gara target.

Per una 50 km si può oscillare tra 50 e 70 km settimanali nella fase centrale; per distanze superiori si può arrivare a 80–100 km, sempre con progressione graduale e personalizzata.

4. Quanto è importante l’allenamento di forza nel trail running?
È fondamentale. La forza migliora stabilità, efficienza in salita e controllo in discesa, oltre a ridurre il rischio di infortuni.

Due sedute settimanali di lavoro funzionale rappresentano uno standard efficace.

5. Come si gestisce la nutrizione durante le uscite lunghe?
È consigliabile assumere carboidrati in modo regolare (ad esempio ogni 20–30 minuti), testando quantità e tipologie di alimento durante gli allenamenti.

L’obiettivo è allenare l’intestino e prevenire crisi energetiche in gara.

6. Il taper è davvero necessario?
Sì. Ridurre il volume nelle 2–4 settimane precedenti la gara permette di recuperare pienamente e presentarsi al via con freschezza fisica e mentale.

Ignorare il taper può compromettere la performance finale.

7. Come si evita di partire troppo forte in gara?
Definendo un piano di pacing realistico e attenendosi ai propri parametri, soprattutto nelle prime ore.

Una partenza conservativa è spesso la scelta più strategica nelle ultra trail.

8. È meglio seguire tabelle e strategie per una ultra trail standard o un piano personalizzato?
Una tabella standard può essere utile come riferimento, ma un piano personalizzato tiene conto di livello, obiettivi, tempi di recupero e impegni personali, ottimizzando il percorso di preparazione.

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Cristina Tasselli

Direttore Marketing Strategico Digitale - Innovation Manager certificato MISE - in aziende multinazionali, è ancora oggi l’unica atleta donna italiana ad aver percorso 900 km e 55.000mt D+ in montagna in una gara in tappa unica (Transpyrenea 2016, 3° ass. donne). Conta numerosi Podi e Vittorie internazionali sulle gare over 100k. Ha conseguito le certificazioni SNaQ CONI in Allenatore di Trail Running, Preparatore Atletico e in Alimentazione ed Integrazione Sportiva. Dal 2014 è Presidente e dirigente sportivo di società e startup tecnologiche innovative, tra cui Trail Running Movement e Digital Sport 360. Allena atleti elìte di trail running, è formatrice nei corsi per coach di trail running e autrice di articoli su allenamento, alimentazione e integrazione sportiva nelle discipline trail running e running, sia in italiano che in inglese e spagnolo. Gestisce rapporti e collaborazioni con Federazioni e Organizzatori di Gare.