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Mental training nel trail running, tecniche e benefici

Mental training nel trail running: allenare la mente per correre meglio

Nel trail running, la preparazione fisica è solo una parte dell’equazione. Sentieri tecnici, dislivelli impegnativi e condizioni ambientali variabili mettono costantemente alla prova non solo il corpo, ma soprattutto la mente.

È in questo contesto che il mental training nel trail running diventa un elemento determinante per:

  • migliorare la performance
  • gestire la fatica
  • affrontare con lucidità le difficoltà del percorso.

Parlare di allenamento mentale nel trail running significa andare oltre la semplice motivazione. Significa sviluppare abilità cognitive e comportamentali che permettono al runner di rimanere concentrato, prendere decisioni efficaci e mantenere il controllo anche nei momenti più critici.

In questo articolo vedremo cosa significa davvero allenare la mente e come integrare il mental training nella propria preparazione.

Buona lettura

TRM Team

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Cos’è il mental training nel trail running

Prima di approfondire tecniche e applicazioni pratiche, è fondamentale chiarire cosa si intende per mental training nel trail running e perché viene spesso frainteso.

Il mental training è un insieme strutturato di strategie e tecniche finalizzate a migliorare le prestazioni attraverso l’allenamento della mente. A differenza della semplice motivazione, che è spesso temporanea e legata allo stato emotivo del momento, l’allenamento mentale è un processo continuo e progressivo, simile all’allenamento fisico.

Nel contesto del trail running, questo significa imparare a gestire pensieri, emozioni e attenzione in situazioni complesse e variabili. L’obiettivo non è eliminare la fatica o le difficoltà, ma sviluppare le risorse mentali per affrontarle in modo efficace.

Il mental training nel trail running si basa quindi su un principio chiave: la mente non è un limite fisso, ma una capacità che può essere allenata e migliorata nel tempo.

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Perché il mental training è fondamentale nel trail running

Per comprendere davvero l’importanza del mental training nel trail running, è necessario considerare le caratteristiche uniche di questa disciplina.

A differenza di altre forme di corsa, il trail si svolge in ambienti naturali, complessi e in continua evoluzione, dove le variabili da gestire sono numerose e spesso imprevedibili.

In questo contesto, la preparazione fisica e tecnica, pur essendo essenziale, non è sufficiente a garantire una performance efficace. È la capacità di gestire la propria risposta mentale che permette al trail runner di adattarsi, prendere decisioni e mantenere continuità anche nelle situazioni più difficili.

Analizzare i principali ambiti in cui il mental training incide permette di comprendere come e perché rappresenti un elemento imprescindibile nella preparazione.

Gestione dell’incertezza

Uno degli aspetti distintivi del trail running è l’elevato livello di incertezza. Il terreno può cambiare rapidamente, passando da tratti scorrevoli a sezioni tecniche con rocce, radici o superfici instabili.

Questa variabilità rende difficile affidarsi esclusivamente all’automatismo motorio, richiedendo invece una costante capacità di adattamento. Il runner deve essere in grado di:

  • leggere il contesto e il profilo altimetrico
  • aggiornare le proprie scelte
  • mantenere il controllo anche quando le condizioni cambiano improvvisamente.

Il mental training nel trail running sviluppa proprio questa flessibilità cognitiva, permettendo di affrontare l’incertezza non come un ostacolo, ma come una componente naturale della disciplina.

Una mente allenata è meno reattiva e più adattiva, riuscendo a gestire meglio l’imprevedibilità del percorso.

Resistenza mentale

Nel trail running, soprattutto sulle lunghe distanze, la fatica non è solo fisica ma anche mentale. Con il passare dei chilometri:

  • diminuisce la lucidità
  • aumenta la percezione dello sforzo
  • diventa più difficile mantenere concentrazione e motivazione.

In assenza di un adeguato allenamento mentale, questi fattori possono portare a cali significativi della performance o, nei casi più estremi, all’abbandono della gara.

Il mental training consente di sviluppare una maggiore resistenza mentale, intesa come capacità di sostenere lo sforzo nel tempo senza perdere efficacia. Questo non significa eliminare la fatica, ma imparare a conviverci e a gestirla in modo funzionale.

Allenare la mente permette di mantenere continuità, evitando oscillazioni eccessive e affrontando i momenti critici con maggiore stabilità.

Gestione del rischio

Correre in ambiente naturale implica inevitabilmente una componente di rischio. Discese tecniche, terreno instabile e condizioni ambientali variabili richiedono una costante valutazione tra velocità e sicurezza.

Una gestione inefficace del rischio può portare a due estremi opposti:

  • da un lato un eccesso di prudenza, che limita la performance
  • dall’altro una sopravvalutazione delle proprie capacità, che aumenta la probabilità di errore ed espone ad un maggiore rischio di infortuni.

Il mental training nel trail running aiuta a sviluppare una valutazione più equilibrata e consapevole. Il runner impara a prendere decisioni più lucide, basate sulla lettura del contesto e sulle proprie capacità reali.

Questa competenza è fondamentale per mantenere un ritmo efficace senza compromettere la sicurezza, soprattutto nei tratti più tecnici.

Continuità della performance

Uno degli obiettivi principali nel trail running è mantenere una performance stabile nel tempo. Tuttavia, la componente mentale può introdurre variazioni significative nel ritmo di corsa e nell’efficienza.

Pensieri negativi, perdita di concentrazione o momenti di indecisione possono causare rallentamenti improvvisi o errori tecnici. Anche piccoli cali mentali, se ripetuti, possono influire in modo rilevante sul risultato complessivo.

Attraverso il mental training, il trail runner sviluppa la capacità di mantenere un livello di attenzione e controllo più costante. Questo si traduce in una maggiore regolarità, sia in termini di ritmo che di qualità del movimento.

La continuità della performance non è quindi solo una questione fisica, ma il risultato di una gestione mentale efficace e sostenuta nel tempo.

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Le abilità mentali chiave del trail runner

Per sviluppare un mental training efficace nel trail running, è necessario identificare e allenare alcune abilità mentali specifiche. Non si tratta di qualità innate, ma di competenze che possono essere sviluppate attraverso pratica ed esperienza.

Comprendere queste abilità permette di intervenire in modo mirato sulla propria performance, trasformando la gestione mentale da elemento casuale a processo consapevole.

Focus

La capacità di concentrazione è uno degli elementi più determinanti nel trail running, dove l’ambiente richiede un’attenzione continua e selettiva.

A differenza della corsa su strada, il trail impone al runner di monitorare costantemente il terreno, adattando ogni passo alle condizioni del momento.

Allenare il focus significa imparare a dirigere l’attenzione verso ciò che è realmente rilevante, evitando dispersioni mentali. Un’attenzione troppo ampia porta a distrazioni, mentre un’attenzione troppo ristretta può limitare la capacità di anticipazione.

In termini pratici, un runner con un buon focus è in grado di mantenere lo sguardo orientato alcuni metri avanti, leggendo il terreno senza perdere il controllo del proprio ritmo. Questo equilibrio tra visione d’insieme e dettaglio è una delle chiavi della fluidità nella corsa.

Anticipazione

L’anticipazione è strettamente legata al focus, ma rappresenta un’abilità distinta. Non si tratta solo di osservare il terreno, ma di interpretarlo e prevedere ciò che accadrà nei passi successivi.

Nel trail running, ogni appoggio è il risultato di una scelta anticipata. Un buon livello di anticipazione consente di preparare il corpo al movimento, migliorando coordinazione ed efficienza.

Allenare questa abilità significa sviluppare una lettura più rapida e precisa del contesto. Con l’esperienza, il runner impara a riconoscere schemi ricorrenti nel terreno e a reagire in modo sempre più automatico.

L’anticipazione riduce l’incertezza e contribuisce a creare una sensazione di controllo, fondamentale per mantenere un ritmo costante anche su tratti tecnici.

Decision making

Nel trail running, il processo decisionale è continuo e spesso avviene in tempi estremamente ridotti. Ogni variazione del terreno richiede una scelta:

  • dove appoggiare il piede
  • quale traiettoria seguire
  • quando aumentare o ridurre la velocità.

Un decision making efficace non significa prendere decisioni perfette, ma prendere decisioni funzionali nel minor tempo possibile. L’eccesso di analisi può rallentare l’azione e aumentare l’insicurezza, mentre una buona capacità decisionale favorisce la fluidità del movimento.

Allenare questa abilità implica ridurre il tempo tra percezione e azione. Con la pratica, molte decisioni diventano automatiche, permettendo al runner di risparmiare energie mentali e mantenere maggiore continuità nella performance.

Gestione dello sforzo

La gestione dello sforzo è una componente centrale dell’allenamento mentale nel trail running, soprattutto nelle distanze medio-lunghe. La fatica non è solo un fenomeno fisico, ma anche una percezione che la mente interpreta e amplifica.

Spesso, nei momenti di difficoltà, il dialogo interno tende a diventare negativo, portando il trail runner a rallentare o a perdere motivazione. Allenare la gestione dello sforzo significa imparare a riconoscere questi segnali senza esserne condizionati.

Una strategia efficace consiste nel frammentare lo sforzo in obiettivi più piccoli e gestibili, mantenendo l’attenzione sul presente. In questo modo, la fatica viene percepita come un elemento transitorio, piuttosto che come un ostacolo insormontabile.

Questa abilità consente di mantenere continuità nella performance e di affrontare con maggiore lucidità le fasi più impegnative della gara.

Fiducia

La fiducia rappresenta il risultato di un processo di allenamento che coinvolge sia la dimensione fisica che quella mentale. Non è un atteggiamento astratto, ma una competenza che si costruisce attraverso l’esperienza e la ripetizione.

Nel trail running, la fiducia si manifesta nella capacità di lasciar andare il controllo eccessivo, permettendo al corpo di reagire in modo naturale alle sollecitazioni del terreno. Un eccesso di controllo, al contrario, può generare rigidità e compromettere la fluidità del movimento.

Allenare la fiducia significa esporsi progressivamente a situazioni sempre più complesse, consolidando le proprie capacità. Con il tempo, il runner sviluppa una maggiore sicurezza nelle proprie decisioni e nei propri movimenti.

Questa sicurezza si traduce in una corsa più efficace, ma anche in una maggiore capacità di gestire l’imprevisto, elemento inevitabile nel trail running.

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Tecniche di mental training applicate al trail running

Per trasformare le abilità mentali in strumenti concreti, è necessario applicare tecniche specifiche di mental training nel trail running. Queste tecniche permettono di intervenire in modo diretto su attenzione, pensieri e comportamenti, rendendo l’allenamento mentale parte integrante della preparazione.

A differenza di un approccio teorico, il mental training diventa efficace solo quando viene praticato con continuità e inserito nelle sessioni di allenamento. Le tecniche che seguono sono tra le più utilizzate e possono essere adattate a diversi livelli di esperienza.

Visualizzazione

La visualizzazione è una tecnica che consiste nell’immaginare in modo intenzionale e dettagliato situazioni di corsa, attivando schemi mentali simili a quelli utilizzati durante l’azione reale.

Nel trail running, questa tecnica è particolarmente utile per prepararsi a tratti tecnici, come discese o passaggi complessi, dove la rapidità di esecuzione è fondamentale. Visualizzare in anticipo il movimento consente di ridurre l’incertezza e migliorare la qualità dell’azione.

Per essere efficace, la visualizzazione deve essere specifica e realistica. Non è sufficiente immaginare una corsa generica, ma è necessario ricreare mentalmente dettagli come:

  • il terreno
  • il ritmo dei passi
  • le sensazioni corporee.

Anche brevi sessioni di pochi secondi, prima di affrontare un tratto impegnativo, possono avere un impatto significativo sulla performance.

Self-talk

Il dialogo interno, o self-talk, rappresenta uno degli strumenti più potenti nel mental training nel trail running. Durante la corsa, la mente produce costantemente pensieri che possono influenzare il comportamento in modo positivo o negativo.

Nei momenti di fatica, è comune che emergano pensieri limitanti, come la percezione di non farcela o la tendenza a focalizzarsi sul disagio. Allenare il self-talk significa riconoscere questi pensieri e sostituirli con indicazioni più funzionali.

Un self-talk efficace non deve essere motivazionale in senso generico, ma operativo. Frasi brevi e orientate all’azione, come indicazioni sul ritmo o sulla postura, aiutano a mantenere il controllo e a ridurre la dispersione mentale.

Questa tecnica richiede pratica e consapevolezza, ma nel tempo diventa uno strumento automatico per gestire le fasi più impegnative della corsa.

Ancoraggi attentivi

Gli ancoraggi attentivi sono punti di riferimento mentali o sensoriali che aiutano a mantenere la concentrazione durante la corsa. Nel trail running, dove gli stimoli sono numerosi e variabili, avere un ancoraggio stabile permette di evitare dispersioni e mantenere continuità.

Questi ancoraggi possono essere interni, come il ritmo del respiro o la cadenza dei passi, oppure esterni, come un punto specifico del terreno su cui focalizzare lo sguardo. La scelta dell’ancoraggio dipende dal contesto e dall’obiettivo del momento.

Utilizzare un ancoraggio attentivo è particolarmente utile nei momenti di difficoltà o quando la mente tende a divagare. Riportare l’attenzione su un elemento concreto consente di recuperare rapidamente concentrazione e stabilità.

Con l’allenamento, il runner può imparare a cambiare ancoraggio in modo flessibile, adattandosi alle diverse situazioni del percorso.

Routine mentale

La routine mentale è una sequenza strutturata di azioni e pensieri che viene ripetuta prima o durante la corsa, con l’obiettivo di entrare in uno stato mentale ottimale.

Nel trail running, dove le condizioni possono cambiare rapidamente, avere una routine mentale aiuta a creare un senso di continuità e controllo. Questa può includere:

Una routine efficace deve essere semplice e facilmente replicabile, in modo da poter essere utilizzata anche in condizioni di affaticamento. La sua funzione non è quella di eliminare l’imprevisto, ma di fornire un punto di riferimento stabile a cui tornare.

Nel tempo, la routine mentale diventa un automatismo che facilita l’ingresso in uno stato di concentrazione e favorisce una gestione più efficace della performance.

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Come allenare il mental training nel trail running

Integrare il mental training nel trail running richiede un approccio progressivo e intenzionale. Così come l’allenamento fisico segue una logica di carico e adattamento, anche la mente necessita di stimoli ripetuti e strutturati per sviluppare nuove competenze.

Uno degli errori più comuni è considerare l’allenamento mentale come qualcosa da utilizzare solo in gara o nei momenti di difficoltà. In realtà, il mental training deve essere inserito nella routine quotidiana, diventando parte integrante delle sessioni di corsa.

Per rendere questo processo efficace, è utile suddividerlo in livelli progressivi, che accompagnano il runner dallo sviluppo della consapevolezza fino alla piena integrazione delle abilità mentali nella performance.

Livello 1 – Consapevolezza

Il primo passo nell’allenamento mentale è sviluppare consapevolezza dei propri processi interni. Durante la corsa, la mente produce continuamente pensieri, valutazioni e reazioni emotive che influenzano il comportamento.

Allenare la consapevolezza significa imparare a osservare questi elementi senza intervenire immediatamente, riconoscendo schemi mentali ricorrenti. Ad esempio, un runner può accorgersi di avere la tendenza a irrigidirsi nei tratti tecnici o a perdere concentrazione quando aumenta la fatica.

Questa fase è fondamentale perché rappresenta la base su cui costruire tutte le altre abilità. Senza consapevolezza, ogni tentativo di controllo risulta superficiale e poco efficace.

Livello 2 – Controllo

Una volta sviluppata la capacità di osservare i propri processi mentali, è possibile iniziare a intervenire attivamente su di essi. Il livello del controllo riguarda la gestione intenzionale dell’attenzione, del ritmo e del dialogo interno.

In questa fase, il runner utilizza tecniche come il focus, il self-talk e gli ancoraggi attentivi per orientare il proprio comportamento. L’obiettivo non è eliminare pensieri o sensazioni negative, ma ridurre il loro impatto sulla performance.

Ad esempio, in un tratto impegnativo, invece di lasciarsi condizionare dalla fatica, il runner può riportare l’attenzione su elementi concreti come la cadenza dei passi o la respirazione. Questo permette di mantenere stabilità e continuità.

Livello 3 – Automatizzazione

Con la pratica costante, le strategie di mental training iniziano a diventare automatiche. In questa fase, il runner non ha più bisogno di applicare consapevolmente ogni tecnica, ma reagisce in modo spontaneo alle diverse situazioni.

L’automatizzazione è un passaggio cruciale, perché consente di ridurre il carico cognitivo durante la corsa. In un ambiente complesso come il trail, avere troppe informazioni da gestire può diventare un limite.

Quando le abilità mentali sono automatizzate, il runner è in grado di prendere decisioni rapide, mantenere il focus e adattarsi al terreno senza uno sforzo mentale eccessivo. Questo si traduce in una maggiore efficienza e fluidità.

Livello 4 – Performance

Il livello più avanzato dell’allenamento mentale è quello in cui mente e corpo lavorano in piena integrazione. In questa fase, il runner è in grado di mantenere concentrazione, controllo e fiducia anche in condizioni di elevata difficoltà.

La performance non è solo il risultato di capacità fisiche, ma di una gestione ottimale delle risorse mentali. Il runner riesce a:

  • modulare lo sforzo
  • adattarsi alle variazioni del percorso
  • affrontare l’imprevisto con lucidità.

Questo livello non rappresenta un punto di arrivo definitivo, ma una condizione dinamica che può essere migliorata nel tempo. Continuare ad allenare la mente consente di consolidare e raffinare le proprie competenze, rendendo la performance sempre più stabile e consapevole.

Drill di coordinazione nel trail running

Applicazione pratica: il mental training nella corsa in discesa

Per comprendere concretamente il valore del mental training nel trail running, è utile applicarlo a una situazione specifica come la corsa in discesa.

Questo contesto rappresenta uno dei momenti più complessi della disciplina, in cui le richieste tecniche e mentali si intrecciano in modo evidente.

La discesa non è soltanto una questione di tecnica o di forza muscolare, ma richiede una gestione mentale precisa e continua. Velocità, instabilità del terreno e necessità di decisioni rapide rendono questo scenario ideale per osservare come le abilità mentali influenzino direttamente la performance.

Vediamo nel concreto le applicazioni e i benefici del mental training nella corsa in discesa:

  • gestione del focus: durante la discesa, il focus deve essere costantemente orientato al terreno, mantenendo un equilibrio tra visione d’insieme e attenzione al dettaglio. L’atleta impara a stabilizzare lo sguardo su una distanza funzionale, permettendo al cervello di elaborare le informazioni necessarie senza sovraccarico
  • anticipazione: attraverso il mental training, il trail runner può migliorare la capacità di riconoscere rapidamente le caratteristiche del percorso, individuando traiettorie più efficienti e riducendo il rischio di errore
  • decision making: la velocità tipica della discesa riduce il tempo disponibile per prendere decisioni, aumentando la pressione cognitiva. Il mental training aiuta a semplificare il processo decisionale, riducendo l’analisi e favorendo risposte più immediate anche sotto pressione
  • gestione dello sforzo: il timore di perdere controllo può portare a irrigidire il corpo, riducendo l’efficienza del movimento. Il mental training permette di riconoscere questa tendenza e di intervenire, favorendo uno stato mentale più rilassato e reattivo
  • fiducia: attraverso un allenamento progressivo, il runner sviluppa la capacità di affidarsi alle proprie competenze, riducendo l’esitazione e migliorando la fluidità del movimento.

L’allenamento mentale può, quindi, fare davvero la differenza nel migliorare la performance atletica nei momenti cruciali di una competizione.

Conclusione

Il mental training nel trail running rappresenta una componente fondamentale per chi desidera migliorare in modo completo e duraturo. Non si tratta di un elemento accessorio o secondario, ma di un vero e proprio ambito di allenamento che incide direttamente sulla qualità della performance.

Attraverso lo sviluppo di abilità mentali specifiche, l’utilizzo di tecniche mirate e un approccio progressivo all’allenamento, il runner può acquisire maggiore controllo, adattabilità e continuità. Questo consente di affrontare con maggiore efficacia le sfide tipiche del trail running, dalle condizioni variabili del terreno alla gestione della fatica.

Integrare l’allenamento mentale nella propria routine significa trasformare la mente in uno strumento attivo, capace di supportare e amplificare le capacità fisiche e tecniche. Il miglioramento non riguarda solo il risultato finale, ma anche la qualità dell’esperienza durante la corsa.

Investire nel mental training nel trail running significa quindi costruire una base solida per una performance più consapevole, stabile ed efficace nel tempo.

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Domande Frequenti (FAQ)

Cos’è il mental training nel trail running?

Il mental training nel trail running è un insieme di tecniche e strategie che aiutano a migliorare la gestione di pensieri, attenzione ed emozioni durante la corsa. Non riguarda solo la motivazione, ma un vero e proprio allenamento della mente per affrontare al meglio le difficoltà del trail.

Il mental training è utile anche per chi è alle prime armi?

Sì, ed è spesso ancora più utile per i principianti. Allenare fin da subito la mente permette di sviluppare buone abitudini, migliorare la concentrazione e affrontare con più sicurezza le situazioni nuove o tecniche.

Quanto tempo serve per vedere miglioramenti?

I primi benefici si possono percepire già dopo poche settimane, soprattutto in termini di maggiore consapevolezza e controllo. Tuttavia, come per l’allenamento fisico, i miglioramenti più solidi arrivano con la continuità.

Il mental training può migliorare la performance?

Sì, perché permette di:

  • mantenere concentrazione
  • gestire meglio la fatica
  • prendere decisioni più efficaci.

Tutti questi aspetti incidono direttamente sulla qualità della performance nel trail running.

Si può allenare la mente anche durante la corsa?

Assolutamente sì. Il mental training è più efficace quando viene integrato negli allenamenti. Tecniche come il focus, il self-talk o gli ancoraggi attentivi possono essere applicate direttamente durante la corsa.

Qual è la differenza tra motivazione e mental training?

La motivazione è uno stato emotivo variabile, mentre il mental training è un processo strutturato. Allenare la mente significa sviluppare competenze stabili, indipendenti dalla motivazione del momento.

Il mental training aiuta a gestire la fatica?

Sì, uno degli obiettivi principali è proprio imparare a gestire la percezione dello sforzo. Non elimina la fatica, ma aiuta a interpretarla in modo più funzionale e a non esserne sopraffatti.

Serve applicarlo solo in gara?

No, anzi. Il mental training dovrebbe essere allenato soprattutto durante le uscite quotidiane, così da diventare automatico quando serve davvero, come in gara o nei momenti più impegnativi.

Qual è la tecnica più utile per iniziare?

Una delle più semplici ed efficaci è lavorare sul focus, imparando a dirigere l’attenzione su elementi concreti come il terreno o il ritmo dei passi. È una base fondamentale per tutte le altre abilità mentali.

Il mental training può aiutare nelle discese tecniche?

Sì, in modo significativo. Aiuta infatti a migliorare:

  • la capacità di anticipazione
  • la gestione del rischio
  • la fiducia nei movimenti

rendendo la corsa in discesa più fluida ed efficace.

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Marco Mori

E' Preparatore Atletico e Allenatore di Trail Running con Certificazione SNaQ CONI dal 2014. Collabora come Presidente di TRM Team ASD, collabora come allenatore di atleti di trail running, formatore nei corsi per allenatori di trail running. E’, tutt'oggi, l'unico preparatore atletico italiano ad aver gareggiato sulla distanza di 900km, in tappa unica: Transpyrenea 900K (10° Assoluto Maschile).  Conta oltre 100 competizioni ultra trail internazionali e numerosi podi di categoria. E' autore di ricerche di mercato e articoli su allenamento, strategie di gara, infortuni e materiali sportivi per il trail running e running in italiano e inglese. Direttore Sviluppo Strategico, dopo aver praticato vari sport a livello agonistico ha scoperto la sua particolare predisposizione per le competizioni estreme e le endurance ultra trail che riesce a coniugare con la vita professionale.