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UTMB 2026 Atleti Elite

Ultra Trail Monte Bianco 2026: decine di élite ritirati.. perchè?

L’Ultra-Trail Monte Bianco 2026 resterà impressa nella storia del trail running non per i record battuti, ma per l’ecatombe di campioni caduti prima del via.

I numerosi e clamorosi ritiri tra gli UTMB© 2026 atleti elite hanno lasciato un vuoto incolmato sulla linea di partenza di Chamonix, trasformando quella che doveva essere l’edizione più attesa in un caso sportivo senza precedenti.

Nomi del calibro di Kilian Jornet, Jim Walmsley e la campionessa in carica Ruth Croft hanno annunciato il forfait a pochi giorni dalla gara, scatenando l’allarme nella comunità internazionale.
Ma cosa ha causato questa ondata di defezioni?
Si tratta esclusivamente di sfortunati infortuni, o entrano in gioco fattori più complessi come il calendario fitto, la pressione economica del HOKA Prize Purse e i temuti controlli antidoping WADA?
In questo approfondimento analizziamo nel dettaglio le cause dietro le assenze dei principali atleti elite dell’UTMB, esplorando i fattori fisici, mentali e organizzativi che stanno cambiando per sempre il volto del trail professionistico.

Buona lettura!

TRM Team


Ultra trail runner Monte Bianco Elite 2026

UTMB© 2026: decine di élite ritirati.. perchè?

Ultra Trail Monte Bianco 2026 sarà ricordata per le numerose defezioni, arrivate all’ultimo minuto o pochi giorni prima della partenza, e persino in alcuni tratti di gara.
Un’edizione che doveva essere epica si è trasformata in un caso senza precedenti nel mondo del trail running internazionale.
Ma cosa è successo?
Come mai tutte queste defezioni tra gli atleti elite?
Sembrava che sarebbe stata una delle più importanti edizioni di sempre del Circuito UTMB e invece…
Scopriamo insieme cosa è successo analizzando ogni aspetto di questa situazione straordinaria.

Grandi assenti sulla linea di partenza: ecatombe di campioni

Il quadro che si presenta alla vigilia della partenza è drammatico per gli appassionati.
Mai nella storia dell’Ultra-Trail du Mont-Blanc si era registrato un numero così elevato di rinunce tra i favoriti principali.

Uomini

Kilian Jornet, leggenda vivente del trail running e plurivincitore dell’UTMB, ha annunciato il ritiro il 20 agosto per un problema al ginocchio sinistro, con lesione del menisco laterale, danni alla cartilagine ed edema osseo

Dopo diversi mesi di tentativi di recupero, il corridore catalano ha deciso di sottoporsi a intervento chirurgico per preservare la sua carriera a lungo termine

Una decisione sofferta ma necessaria per uno degli UTMB 2026 atleti elite più rappresentativi.

Jim Walmsley, vincitore nel 2023 e atleta con il più alto UTMB Index del campo (966), ha rinunciato pochi giorni dopo, anche lui alle prese con problemi al ginocchio

L’americano, che detiene il record della corsa, ha dovuto fare i conti con un infortunio persistente combinato a problemi di salute negli ultimi giorni prima della gara

Tom Evans, campione in carica, non è mai arrivato alla linea di partenza

Mentre Beñat Marmissolle ha dovuto rinunciare per un infortunio al piede

Il basco, sesto all’UTMB e vincitore della Diagonale des Fous nel 2022, ha annunciato il forfait il 22 agosto

Donne

Tra le donne favorite, Sunmaya Budha, già presente a Chamonix, ha rinunciato per necessità di proseguire il recupero da infortunio

La nepalese di 24 anni, una delle migliori runner sulla scena internazionale e prima donna alla Lavaredo Ultra Trail 2026, rappresenta una delle grandi assenti

Ruth Croft, campionessa in carica, ha deciso di fermarsi dichiarando di non avere più le energie mentali ed emotive necessarie

La neozelandese ha annunciato il forfait a 48 ore dal départ per ragioni familiari e personali, lasciando un vuoto enorme nel campo femminile

Croft, che aveva vinto l’UTMB 2025 dopo aver completato il triplete OCC-CCC-UTMB, lascia la competizione con il rammarico di non poter difendere il suo titolo

Altri nomi di assoluto livello

A questi si aggiungono altri nomi di assoluto livello come:
  • François D’Haene, quattro volte vincitore dell’UTMB con un Index di 858, detentore del record della corsa in 20h11’44”
  • Mathieu Blanchard, con un UTMB Index di 902, terzo nel 2021 e secondo nel 2023, ha desistito dal cercare la sua prima vittoria a Chamonix
  • Katie Schide, vincitrice nel 2022 e 2024, detentrice del record femminile in 22h09’31, è costretta a saltare la gara per un infortunio al piede che la tormenta da diversi mesi
  • Camille Bruyas, con un Index di 786, arricchisce la lista delle grandi assenti

Ben 10 atleti Elite hanno rinunciato pochi giorni prima della partenza, creando un vuoto senza precedenti nella storia della competizione

Ritiri eccellenti in gara: il dramma continua

La gara è partita alle 19.45 di venerdì, con due ore di ritardo rispetto al programma iniziale a causa del rischio temporali sul massiccio del Monte Bianco

Ma il vero shock è arrivato nelle ore successive.

Alle 7:58 di sabato mattina risultavano già ritirati 21 Top Runner su 99, oltre il 20% della Top Elite

Un dato allarmante che testimonia la durezza delle condizioni di gara e forse qualcosa di più profondo.

Quasi tutti i ritiri sono stati prima di Courmayeur al Lac Combal o subito dopo ad Arnuva, in un tratto non particolarmente impegnativo del percorso

Tra i ritirati in gara figurano nomi importanti come Courtney Dauwalter che avevano resistito fino alla vigilia ma non sono riusciti a completare la prova.
Ultra trail runner utmb 2026

Come mai questi ritiri?

Come mai in una gara di questo livello, dove arrivano i migliori specialisti del mondo, con preparazione, materiali tecnici, assistenza e team di supporto, si registra un numero così elevato di defezioni e ritiri tra gli UTMB 2026 atleti elite?
Analizziamo le possibili cause:

1. Condizioni meteorologiche avverse

Pioggia, freddo e terreno difficile possono sicuramente avere influito.

La partenza è stata posticipata di due ore per il rischio di temporali, e le previsioni indicavano temperature molto variabili.

Tuttavia, difficilmente possiamo considerare il meteo una causa decisiva.

Chi corre a questi livelli sa gestire perfettamente qualunque condizione meteo dell’UTMB.

In passato è stato anche peggio, come nel 2023 quando le condizioni erano estremamente difficili eppure il tasso di abbandono tra gli elite fu inferiore.

2. Calendario gare sempre più fitto e aumento degli infortuni

Gli atleti arrivano alla gara obiettivo dopo mesi di competizioni, trasferte, carichi di allenamento e recuperi incompleti.

Il calendario del trail running moderno è diventato estremamente denso: gli UTMB 2026 atleti elite devono partecipare a numerose gare della World Series per accumulare punti e Running Stones necessari per le qualifiche.

Anche gli Elite non riescono più a recuperare adeguatamente?

La risposta sembra essere sì.

Kilian Jornet ha affrontato problemi al ginocchio per diversi mesi prima di decidere per l’intervento chirurgico

Jim Walmsley ha avuto un infortunio al ginocchio combinato a problemi di salute

Katie Schide soffre di un infortunio al piede da mesi

Il fenomeno del RED-S (Relative Energy Deficiency in Sport), che ha colpito pubblicamente Beñat Marmissolle, dimostra come la pressione per performare a questi livelli stia portando gli atleti al limite fisico e mentale

3. Nuovi controlli antidoping: un altro fattore determinante?

L’annuncio, pochi giorni prima della gara, della WADA di controlli su OCC, CCC e UTMB può aver scoraggiato chi utilizza sostanze “al limite” per recuperare più velocemente i problemi fisici?

UTMB ha raddoppiato i controlli antidoping per l’edizione 2026, estendendoli a tutte le categorie, non solo agli elite

I controlli sono condotti in conformità con il World Anti-Doping Code e coinvolgono l’ITA (International Testing Agency)

Attenzione: non esiste alcuna evidenza che colleghi i ritiri dell’UTMB 2026 ai controlli antidoping, ma il mondo ultra trail sta cambiando

L’equazione “più premi in denaro, più doping” vale per tutti gli sport, anche per il Trail.

4. La pressione economica: il HOKA Prize Purse

Quest’anno il “HOKA Prize Purse” metteva a disposizione 271.000 euro per l’UTMB Mont-Blanc

Una cifra senza precedenti che ha trasformato radicalmente l’economia del trail running.

Il prize purse totale annuale viene distribuito ai primi 10 i vincitori maschili e femminili dell’UTMB Mont-Blanc.

Per la prima volta, il trail running è diventato uno sport realmente remunerativo per gli atleti di vertice.

Questa pressione economica può aver spinto alcuni atleti a presentarsi alla partenza non al 100% della forma, sperando di resistere abbastanza per ottenere un piazzamento remunerativo?
O al contrario, ha portato a una maggiore cautela per preservare la carriera a lungo termine?

Il contesto tecnico: UTMB Index e qualifiche

Per comprendere appieno la situazione degli UTMB 2026 atleti elite, bisogna considerare il sistema di qualifiche basato sull’UTMB Index

Questo sistema valuta le prestazioni dei trail runner basandosi sui risultati nelle gare e permette di confrontare atleti di tutto il mondo

Per esempio Jim Walmsley aveva l’Index più alto (966), seguito da atleti come Mathieu Blanchard (902) e Beñat Marmissolle (903)

La pressione per mantenere o migliorare il proprio Index può portare gli atleti a gareggiare troppo frequentemente, aumentando il rischio di infortuni.

Il percorso Ultra Trail Monte Bianco: una sfida estrema

L’Ultra-Trail du Mont-Blanc copre circa 174 km con 10.000 metri di dislivello positivo, attraversando tre paesi: Francia, Italia e Svizzera

Il percorso passa da Courmayeur (Italia), Champex-Lac (Svizzera) e ritorno a Chamonix (Francia)

Le difficoltà tecniche sono notevoli: si sale fino a 2.500 metri di quota, con tratti esposti, terreno tecnico e condizioni meteorologiche che possono cambiare rapidamente

Non è un caso che molti ritiri avvengano a Courmayeur, se l’atleta non sta performando bene, prima della parte più impegnativa del percorso.

Le reazioni della comunità di trail running

La comunità del trail running sta sicuramente riflettendo su questa edizione 2026.
Mai si era visto un tale numero di atleti elite ritirarsi prima o durante la gara.
I social media e i forum specializzati sono pieni di discussioni sulle possibili cause.
C’è chi punta il dito contro un calendario gare troppo fitto, chi parla di un sistema che spinge gli atleti oltre i loro limiti, chi solleva interrogativi sui controlli antidoping.
La verità probabilmente sta in una combinazione di tutti questi fattori.

Cosa ci insegna questa edizione?

L’UTMB 2026 dovrebbe far riflettere profondamente l’intero movimento del trail running:
  1. La sostenibilità del calendario: è possibile continuare a correre così tanto ad alti livelli senza pagare un prezzo fisico troppo alto?
  2. La gestione degli infortuni: atleti come Kilian Jornet che scelgono l’intervento chirurgico dimostrano che a volte è necessario fermarsi per preservare la carriera
  3. La pressione economica: con premi in denaro sempre più alti, il rischio è che gli atleti si spingano oltre i propri limiti fisici.
  4. La salute mentale: Ruth Croft che dichiara di non avere più le energie mentali ed emotive necessarie ci ricorda che il trail running è anche una sfida psicologica

Il futuro del trail running

L’UTMB 2026 segna un punto di svolta per il trail running mondiale.
La combinazione di premi in denaro significativi, controlli antidoping rafforzati, calendari sempre più fitti e la pressione mediatica sta trasformando radicalmente questo sport.
Gli UTMB 2026 atleti elite rappresentano l’avanguardia di questa trasformazione.
Le loro rinunce, motivate da infortuni, esaurimento mentale o scelte ponderate per la salute a lungo termine, dovrebbero essere un campanello d’allarme per tutto il movimento.

Conclusioni

Non esiste una risposta semplice alla domanda “perché tanti ritiri all’UTMB 2026?”.
Probabilmente è la convergenza di più fattori: infortuni accumulati, calendari troppo densi, pressione economica crescente, condizioni meteorologiche difficili e forse anche l’effetto dei controlli antidoping rafforzati.
Quello che è certo è che l’UTMB 2026 rimarrà nella storia non per i vincitori, ma per le assenze.
Un monito per tutto il mondo del trail running: la ricerca della performance non può e non deve mai mettere a rischio la salute fisica e mentale degli atleti.
Qual è la vostra interpretazione?
Il dibattito è aperto e le opinioni della comunità saranno fondamentali per guidare il futuro di questo straordinario sport verso una direzione più sostenibile e rispettosa degli atleti.

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Vuoi preparare il tuo piano gara UTMB©?

Affrontare una gara di circa 170 km richiede molto più della semplice preparazione fisica.

Ritmo, tempi di percorrenza, gestione delle salite e delle discese, ristori, alimentazione, idratazione, cambi di materiale e gestione delle diverse fasi della gara devono essere organizzati prima della partenza.

Il Piano Gara di Trail Running Movement nasce proprio con questo obiettivo: trasformare la preparazione in una strategia concreta e personalizzata per affrontare la gara con maggiore consapevolezza.

Un piano strutturato può aiutare a:

  • definire una strategia di ritmo;

  • organizzare le diverse sezioni del percorso;

  • programmare la gestione dei ristori;

  • pianificare alimentazione e idratazione;

  • prevedere i cambi di materiale;

  • definire obiettivi intermedi;

  • preparare strategie alternative in caso di difficoltà.

Il lavoro è stato fatto nei mesi precedenti.

Ora è il momento di trasformarlo in una strategia di gara.

Scopri il Piano Gara TRM  e prepara la tua strategia per arrivare al traguardo.

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Preparare l’UTMB© significa preparare anche la strategia

Affrontare l’UTMB© e il Monte Bianco richiede mesi di allenamento, ma la preparazione non termina con l’ultimo lungo.

Le ultime tre settimane sono fondamentali per recuperare, ridurre progressivamente il carico e arrivare alla partenza nelle migliori condizioni possibili.

La gestione dei materiali, dell’alimentazione e dei ristori deve essere pianificata in anticipo.

Anche la strategia di gara deve essere definita prima della partenza, lasciando comunque spazio alla capacità di adattamento.

Una gara di circa 170 km non può essere gestita come una competizione breve.

È necessario ragionare per sezioni, conservare energie e prendere decisioni corrette anche quando la fatica diventa importante.

L’obiettivo non è soltanto arrivare preparati alla partenza.

È arrivare a Champex-Lac e agli ultimi chilometri con ancora la possibilità di gestire la gara.

Preparazione, strategia e capacità di adattamento sono gli elementi che possono trasformare mesi di allenamento in una concreta possibilità di diventare Finisher UTMB©.

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Domande Frequenti

Chi sono i principali atleti élite ritirati dall’UTMB 2026 e per quali motivi?
Tra i nomi più illustri figurano Kilian Jornet (lesione al menisco laterale, danni alla cartilagine ed edema osseo al ginocchio sinistro), Jim Walmsley (problemi al ginocchio e indisposizione), Tom Evans (mancato arrivo alla partenza), Beñat Marmissolle (infortunio al piede e gestione del RED-S), Katie Schide (infortunio al piede persistente), Ruth Croft (esaurimento delle energie mentali ed emotive) e Sunmaya Budha (recupero da infortunio).
Perché molti ritiri in gara sono avvenuti specificamente prima di Courmayeur o ad Arnuva?
Questa sezione rappresenta il primo vero banco di prova del percorso.
Dopo la partenza da Chamonix, i corridori affrontano subito un dislivello significativo e un terreno tecnico.
Per gli atleti non al 100% della forma o con infortuni nascosti, questo tratto agisce come un “filtro” immediato, spingendoli a un ritiro precoce per evitare danni peggiori.
Le condizioni meteorologiche avverse sono la causa principale dei ritiri degli élite?
No. Sebbene la partenza sia stata posticipata di due ore per rischio temporali e il percorso abbia affrontato pioggia e freddo, gli atleti élite sono professionisti abituati a gestire condizioni estreme.
In passato l’UTMB ha visto meteo anche peggiore con tassi di abbandono tra i top runner inferiori. Il meteo è un fattore aggravante, ma non la causa decisiva.
Qual è il legame tra il calendario gare fitto e l’aumento degli infortuni tra gli atleti élite?
Il moderno calendario del trail running richiede agli atleti di partecipare a numerose gare della World Series per accumulare “Running Stones” e mantenere alto il proprio UTMB Index.
Questo porta a mesi di competizioni continue, trasferte e carichi di allenamento elevati, riducendo drasticamente i tempi di recupero e aumentando il rischio di infortuni da sovraccarico e sindromi come il RED-S (Relative Energy Deficiency in Sport).
I nuovi controlli antidoping della WADA hanno influenzato le defezioni all’UTMB 2026?
Non esiste alcuna evidenza diretta che colleghi i ritiri all’annuncio dei controlli. Tuttavia, l’UTMB ha raddoppiato i test antidoping per l’edizione 2026, estendendoli a tutte le categorie.
Nel mondo dello sport vige l’equazione “più premi in denaro, maggiore rischio di doping”; l’annuncio di controlli severi potrebbe aver influito psicologicamente o strategicamente su chi faceva uso di sostanze “al limite” per accelerare il recupero fisico.
Quanto vale il montepremi dell’UTMB 2026 e come influisce sulla pressione degli atleti?
Il “HOKA Prize Purse” per l’UTMB Mont-Blanc 2026 mette a disposizione 271.000 euro. Questa cifra, unita a un montepremi totale annuale della World Series di circa 271.000 euro, ha trasformato il trail running in uno sport professionistico remunerativo.
Tale pressione economica può spingere alcuni atleti a presentarsi al via non al 100% della forma, sperando di resistere per un piazzamento, o al contrario, a ritirarsi per preservare la carriera a lungo termine e futuri guadagni.
Cos’è l’UTMB Index e come contribuisce alla pressione sugli atleti?
L’UTMB Index è un sistema di valutazione statistica sviluppato dall’organizzazione che misura il livello di prestazione di un trail runner basandosi sui suoi risultati nelle gare.
Un Index alto (come quello di 966 di Jim Walmsley o 902 di Mathieu Blanchard) è fondamentale per le qualifiche e lo status di élite. La necessità di mantenerlo o migliorarlo costringe gli atleti a gareggiare spesso, limitando il riposo.
La salute mentale sta diventando un fattore determinante nei ritiri nel trail running professionistico?
Sì. La dichiarazione di Ruth Croft, campionessa in carica, di non avere più le “energie mentali ed emotive necessarie” a 48 ore dal via, evidenzia come il carico psicologico di una preparazione estrema, unito alle aspettative e ai sacrifici personali, sia diventato un motivo di ritiro tanto valido e rispettato quanto un infortunio fisico.
Quali sono le prospettive per il ritorno di Kilian Jornet dopo il suo ritiro?
Kilian Jornet ha optato per un intervento chirurgico al ginocchio sinistro dopo mesi di tentativi di recupero conservativo. La decisione, come da lui stesso comunicato, è stata presa “con una visione a lungo termine”.
Sebbene salti l’UTMB 2026, l’intervento mira a risolvere la lesione del menisco e i danni alla cartilagine per permettergli di tornare a competere ai massimi livelli in futuro.
Cosa ci insegna l’edizione 2026 dell’UTMB sul futuro del trail running?
L’ecatombe di ritiri élite del 2026 funge da campanello d’allarme per l’intero movimento.
Dimostra che l’attuale modello, basato su calendari densi, alta pressione economica e aspettative di performance costanti, potrebbe non essere sostenibile.
Il futuro del trail running dovrà necessariamente trovare un equilibrio migliore tra professionalizzazione, premi in denaro e tutela della salute fisica e mentale degli atleti.

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Articolo aggiornato 2026

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Cristina Tasselli

Direttore Marketing Strategico Digitale - Innovation Manager certificato MISE - in aziende multinazionali, è ancora oggi l’unica atleta donna italiana ad aver percorso 900 km e 55.000mt D+ in montagna in una gara in tappa unica (Transpyrenea 2016, 3° ass. donne). Conta numerosi Podi e Vittorie internazionali sulle gare over 100k. Ha conseguito le certificazioni SNaQ CONI in Allenatore di Trail Running, Preparatore Atletico e in Alimentazione ed Integrazione Sportiva. Dal 2014 è Presidente e dirigente sportivo di società e startup tecnologiche innovative, tra cui Trail Running Movement e Digital Sport 360. Allena atleti elìte di trail running, è formatrice nei corsi per coach di trail running e autrice di articoli su allenamento, alimentazione e integrazione sportiva nelle discipline trail running e running, sia in italiano che in inglese e spagnolo. Gestisce rapporti e collaborazioni con Federazioni e Organizzatori di Gare.