{"id":11304,"date":"2018-05-03T00:00:00","date_gmt":"2018-05-03T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/trm.sernicola-labs.it\/allenamento\/ritorno-alle-ultra-trail-dopo-un-grave-infortunio-lesperienza-di-michele-tasselli-trm-coach\/"},"modified":"2018-09-26T09:02:09","modified_gmt":"2018-09-26T09:02:09","slug":"ritorno-alle-ultra-trail-dopo-un-grave-infortunio-lesperienza-di-michele-tasselli-trm-coach","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/trailrunningmovement.com\/it\/infortuni-e-salute\/ritorno-alle-ultra-trail-dopo-un-grave-infortunio-lesperienza-di-michele-tasselli-trm-coach\/","title":{"rendered":"RITORNO ALLE ULTRA TRAIL DOPO UN GRAVE INFORTUNIO. L&#8217;ESPERIENZA DI MICHELE TASSELLI, TRM COACH."},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/trailrunningmovement.com\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Lastra-Fratture.jpg\" alt=\"img\" class=\"featured-img\" title=\"\"><br \/>\n<strong>C.<\/strong> \u201c<strong>Michele raccontaci i fatti, il tipo di infortunio e quali sono stati gli interventi medici<\/strong>?\u201d<\/p>\n<p><strong>M.<\/strong> \u201cNel giugno del 2016 ho partecipato con un Gruppo di Trail Runner ad un allenamento multistage TRM sul percorso del Tour du Mont Blanc. Abbiamo avuto condizioni complesse con pioggia, scarsa visibilit\u00e0 e neve in alcuni passaggi, ma nulla che impedisse seriamente di arrivare fino in fondo. L\u2019ultimo giorno, poco dopo la T\u00eate aux Vents, una roccia ha ceduto sotto al piede, facendomi cadere dentro un piccolo crepaccio. Ho sentito un gran dolore al piede destro ma non immaginavo quello che mi era successo: frattura del malleolo tibiale, frattura scomposta del perone, legamenti della caviglia lacerati e cartilagine in mille pezzi. Il resto \u00e8 un ricordo confuso: trasporto d\u2019urgenza con elisoccorso alla Clinique du Mont Blanc di Sallanche, 4 ore sotto i ferri per l\u2019intervento ricostruttivo, 2 viti nel malleolo, 1 placca di titanio con 11 viti nel perone, 1 vite per immobilizzare l\u2019articolazione. Dopo tre mesi dall\u2019intervento ho rimosso la vite stabilizzante, e dopo un anno esatto ho rimosso tutti i mezzi di sintesi rimasti.\u201d<\/p>\n<p><strong>C.<\/strong> \u201c<strong>Quando hai iniziato il programma di riabilitazione e quali sono state le tappe principali che hai percorso<\/strong>?\u201d<\/p>\n<p><strong>M.<\/strong> \u201cL\u2019incidente \u00e8 avvenuto in piena stagione agonistica, con il tono muscolare al meglio, questo mi ha permesso di iniziare il recupero pochi giorni dopo l\u2019intervento. Il primo mese essendo praticamente immobilizzato a letto, eseguivo varie sedute di elettrostimolazione con il Compex agli arti inferiori, e utilizzavo il TRX per quelli superiori. Dopo aver rimosso la vite stabilizzante, ho potuto appoggiare senza carico il piede\u00a0 a terra ed iniziare un <strong>Programma di Recupero Attivo (TRM Recovery Plan),<\/strong> <strong>basato sul cross training in piscina e leggeri esercizi di mobilizzazione<\/strong>, accompagnato da sedute fisioterapiche di manipolazioni e massaggi. E\u2019 stato duro, e doloroso, ma non ho mai mollato guadagnando ogni giorno un piccolo traguardo. Ho usato le stampelle per 4 mesi, senza mai privarmi di nulla, perch\u00e9 bisogna sempre curare anche l\u2019aspetto psicologico delle convalescenze e per questo \u00e8 importante per un atleta porsi delle sfide. Ricordo ancora ridendo le espressioni della gente che mi ha visto scendere e risalire con le stampelle i 450 scalini del Mer de Glace a Chamonix: una sfida durissima!<strong> Nell\u2019Equipe TRM contiamo anche una Psicologa dello Sport che pu\u00f2 rivelarsi molto utile nel supporto degli atleti in queste situazioni.<\/strong>\u201d<\/p>\n<p><strong>C. \u201cChe tipo di tecniche di Cross Training hai utilizzato e come hai organizzato gli allenamenti a partire dal 5\u00b0 mese quando la situazione si \u00e8 stabilizzata?\u201d<\/strong><\/p>\n<p><strong>M.<\/strong> \u201cDal 5\u00b0 mese, ho adottato un <strong>Protocollo Riabilitativo TRM <\/strong>pi\u00f9 mirato che prevedeva <strong>3 sessioni settimanali<\/strong>, lavorando soprattutto sulla <strong>propriocezione, il recupero della flessione\/estensione dell\u2019arto, e qualche esercizio di muscolazione con elastici per riprendere il tono.<\/strong> La caviglia risultava molto rigida, quindi \u00e8 stato inizialmente importante rieducare la corretta azione della camminata, e soprattutto lo scendere le scale. Al 6\u00b0 mese ho introdotto la <strong>cyclette, lo squat monopodalico e sessioni multigiornaliere di stretching<\/strong> <strong>per aumentare gli angoli di flessione\/trazione<\/strong>, poi <strong>mountain bike su percorsi piani e brevi e 2 sessioni di nuoto libero da 1h a settimana. <\/strong>I mesi passavano velocemente e la caviglia rispondeva sempre meglio, anche se tutte le viti erano ancora l\u00ec, e si facevano sentire ogni giorno.\u201d<\/p>\n<p><strong>C. \u201cDopo quanto sei tornato a correre e quali sono state le tue sensazioni iniziali?\u201d<\/strong><\/p>\n<p><strong>M.<\/strong> \u201cI primi passi di corsa su strada, nonostante le viti e la placca, ho iniziato a muoverli a febbraio 2017, dopo 6 mesi dall\u2019incidente. La sensazione \u00e8 stata fantastica, ma il piede non rispondeva come volevo: \u00e8 stato come correre con una gamba non mia, ho avuto problemi a ritrovare l\u2019appoggio corretto ed il movimento fluido ed in cima a tutto le viti mordevano le ossa senza piet\u00e0. Ho corso cos\u00ec, con queste sensazioni fino a raggiungere 30 minuti di corsa continua al 3\u00b0 mese. Finalmente nel luglio 2017, dopo 12 mesi dall\u2019intervento, ho tolto tutte le viti ed a settembre ho finalmente ricominciato ad allenarmi regolarmente con un <strong>Piano di Allenamento TRM Training Plan per brevi distanze su strada sviluppato ad hoc per me<\/strong>.\u201d<\/p>\n<p><strong>C. \u201cQuali sono i tuoi obiettivi del 2018?\u201d<\/strong><\/p>\n<p><strong>M.<\/strong> \u201cHo dovuto affrontare un lungo processo di recupero e rieducazione motoria alla corsa su strada, con piccoli progressivi test su sterrato. Sono tornato definitivamente al trail solo nel gennaio 2018 incominciato la preparazione per le medie-lunghe distanze basata sul <strong>Metodo TRM Endurance<\/strong>. Questo \u00e8 un anno di riavvicinamento al Trail, quindi avr\u00f2 un approccio molto cauto e misurato. Ho partecipato alla Maremontana 45Km concludendola in 7h28\u2019, all\u2019Ultra Trail del Mugello 60Km finita in poco meno di 9h e mi aspettano a breve il Gran Raid della Alpi Trevigiane 72Km ed la Lavaredo Ultra Trail di 119km a giugno.\u201d<\/p>\n<p><strong>C. \u201cQuali consigli ti senti di dare a chi affronta un infortunio?<\/strong><\/p>\n<p><strong>M.<\/strong> \u201cLa cosa pi\u00f9 importante \u00e8 affidarsi ad ortopedici specializzati nello sport di endurance e in particolare la corsa ed il trail, perch\u00e9 garantiscono una visione specifica ed obiettiva sulle esigenze dell\u2019atleta. Noi del <strong>TRM Team abbiamo un Equipe di Specialisti Partner a cui ci appoggiamo in diverse parti di Italia<\/strong>. Importantissimo \u00e8 non fermarsi, ma compatibilmente con la degenza, i consigli medici e dei propri allenatori, bisogna iniziare il recupero attivo il prima possibile per non perdere completamente tono e massa e mantenere un atteggiamento positivo. Infine, <strong>la ripresa va fatta sotto il controllo di Allenatori Professionisti.<\/strong><\/p>\n<p>Ultimo mio personale consiglio: <strong>non mollare<\/strong> nemmeno un momento e non fermarsi al dolore, perch\u00e9 pu\u00f2 sembrare paradossale, ma <strong>il dolore \u00e8 amico e indica sempre il limite da superare.<\/strong>\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C. \u201cMichele raccontaci i fatti, il tipo di infortunio e quali sono stati gli interventi medici?\u201d M. \u201cNel giugno del 2016 ho partecipato con un Gruppo di Trail Runner ad un allenamento multistage TRM sul percorso del Tour du Mont Blanc. 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